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Youtube Kids: fine degli incubi per i genitori dei nativi digitali

Google pensa anche ai più piccoli con un applicazione di Youtube dedicata. Si Chiama Youtube Kids e arriverà il 23 febbraio esclusivamente per dispositivi Android.

Cambiano le generazioni, ma non i pericoli dei più piccoli abbandonati a se stessi. La generazione degli attuali trentenni o quarantenni ha conosciuto lo spauracchio della TV, vera e propria baby-sitter di pomeriggi interi. Oggi la tv viene quasi snobbata dai nativi digitali, che preferiscono di gran lunga console portatili, smartphone, ma soprattutto tablet. Molti di loro giocano alle applicazioni pensate specificamente e la maggior parte dei genitori sono tranquilli nel saperli usare questi dispositivi, perché pensano che l’unico vero pericolo sia la navigazione web che fino ai 6 anni, non sapendo scrivere, non dovrebbe essere alla loro portata. Il condizionale però, in questo caso, è d’obbligo.

Spesso troppo tardi ci si rende conto che il pericolo maggiore non è la navigazione, bensì la barra di video consigliati da Youtube presenti sulla destra dell’applicazione, tramite la quale è molto semplice arrivare in pochi passaggi, da un innocente video di Dora l’esploratrice a video non adatti ai più piccoli. Un filtro SafeSearch esiste già, ma spesso i contenuti possono avere un contenuto inappropriato in maniera subdola. Esistono infatti diversi cartoni animati dal contenuto molto violento, ad esempio, che non vengono filtrati.

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Ecco che Google ci viene incontro con Youtube Kids, un’app pensata specificamente per i più piccoli, con otto aree tematiche, interfaccia semplificata pensata appositamente per loro, la funzione di ricerca tramite riconoscimento vocale, contenuti (ovviamente) selezionati e soprattutto la possibilità, per i genitori, di impostare dei limiti di visione sul numero totale di video o sul tempo (sbloccabili con password).

L’applicazione uscirà il 23 Febbraio esclusivamente per dispositivi Android e secondo noi è un bel colpo che Google assesta alla concorrenza. Anche se non sembra, l’acquirente del tablet spesso è la famiglia con bimbi piccoli che si pone questo problema senza tuttavia trovar altra soluzione se non quei tablet specificamente pensati per i più piccoli, che però risultano pressoché inutili per gli adulti, costringendo di fatto al doppio acquisto. In questo caso è proprio il caso di battere le mani, brava Google!

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