Cos’è una VPN e come configurarla su Android [Guida]

Sicurezza, privacy e anonimato sono ormai temi fondamentali del mondo odierno. Esistono migliaia di dibattiti aperti aventi come argomento l’effettiva presenza e validità di questi valori così importanti.

Con la progressiva diffusione delle tecnologie infatti, la nostra fiducia nei loro confronti è salita così esponenzialmente che oggi arriviamo persino a non pensarci neppure due volte quando affidiamo dati personali quali numeri di conto, PIN, informazioni confidenziali a computer, smartphone e altri dispositivi interfacciati alla rete internet.

Benché i sistemi posti alla protezione di tali dati non manchino, è sempre possibile individuare una falla che i bravi hacker sfruttano per venire a conoscenza delle informazioni che conservate con cotanta attenzione.

Capita sovente di trovarsi in vacanza e di approfittare di un hotspot WiFi non protetto, offerto dal Bar di turno o da un Hotel, per controllare cosa stiano facendo i nostri amici a centinaia di chilometri da noi, sfogliando le pagine del loro diario su facebook, controllando gli ultimi post su Google+ o magari caricando una foto su Instagram e ancora dando uno sguardo agli ultimi twitt.

Si tratta di esempi che ormai appartengono alla vita quotidiana e che avvengono con una così elevata semplicità che talvolta dimentichiamo ciò che avviene in background, o se volete dietro le quinte. Infatti ogni qualvolta accediamo a questi servizi, il nostro terminale comunica i dati privati, quali username e password, al router che grazie al provider di rete si mette in comunicazione con il server per fornirci il servizio desiderato.

Benché tutte queste operazioni godano di un elevato livello di sicurezza, le probabilità che vengano intercettate aumentano se siamo connessi ad una rete libera dove gli utenti non vengono registrati e si ha un scambio continuo di informazioni prive di controllo.

Tutto questo traffico di dati che rimbalza da un dispositivo alla rete internet può essere quindi soggetto ad attacchi operati dagli hacker che mettendo le mani su una qualsiasi informazione sensibile che trasmettiamo, non necessariamente in maniera volontaria, sono in grado di creare non pochi problemi, dando origine a conseguenze talvolta devastanti.

Sebbene i toni impiegati possano far pensare ad una tragedia, il problema è effettivo ma le soluzioni non tardano ad arrivare. Una delle più annoverate è la realizzazione di una rete VPN(Virtual Private Network). Si tratta di una rete di telecomunicazioni che permette a computer ubicati in differenti sedi fisiche di stabilire un collegamento sicuro usufruendo delle connessioni già esistenti, si pensi per esempio alla rete Internet, evitano in tal modo la realizzazione di un costoso sistema privato.

Poiché le connessioni a Internet sono connessioni pubbliche il loro grado di sicurezza è per definizione minimo, e risultano pertanto esposte al rischio che i pirati informatici possano intercettare e sovente modificare i dati trasmessi.

Con una rete VPN è tuttavia possibile crittografare i dati e inviarli non necessariamente ad un singolo computer ma anche ad un gruppo di computer costruendo così una rete privata accessibile solo agli utenti aventi ottenuta l’autorizzazione; essa differisce da Web che è invece accessibile a tutti. E’ necessario però tener presente che la rete in questione è virtuale poiché il collegamento tra i computer remoti non è fisico ma sempre basato sul Web.

Una rete VPN non è tuttavia utile solo per proteggere i dati, infatti con essa è possibile accedere per esempio a contenuti oscurati nel proprio paese. Infatti il suo compito è essenzialmente quello di instradare il traffico attraverso server geograficamente distanti: se vivi in Italia ma usi una connessione VPN che si basa su un server posto in Germania, ogni servizio sarà indotto a pensare che tu sia effettivamente in Germania fino a quando sarà impiegato il server tedesco.

Pertanto ora che avete una conoscenza basilare su cosa sia e come funzioni una rete VPN, scopriamo se sia possibile, e nel caso come, configurarla su Android!! Sedata l’euforia e la gioia derivanti dalla scoperta della possibilità offerta dal robottino verde, capiamo insieme come attivarla nella guida passo a passo!

Prima di procedere è doveroso informarvi che alcuni standard VPN necessitano dell’installazione di applicazioni di terze parti quali OpenVPN Connect che non rientrano in questa guida, qualora vi fossero problemi non esitate a contattarci.

Configuriamo il Server su Windows per testare il funzionamento e creare una rete sicura:

  • avviamo il menù di ricerca, quindi digitiamo “ncpa.cpl” e clicchiamo sull’unica voce che apparirà.

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  • Nella schermata successiva premere il tasto “alt” tastiera e nella barra superiore cliccare su “File” quindi su “Nuova connessione in ingresso”
  • Ora selezionare “aggiungi utente”, e nelle schermata successiva compilare il modulo con un nome utente e password a scelta

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  • cliccare su “avanti”, spuntare la casella con IPv6 e terminare la configurazione con “consenti accesso”

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Spostiamoci dunque su Android:

  • Tramite il menu impostazioni accediamo alla sezione VPN, cliccando su Altro e in seguito si VPN
  • Nel caso in cui non abbiate impostato alcun blocco schermo, per poter usufruire delle potenzialità offerte da questa rete sarà necessario scegliere una tra le tre differenti modalità di protezione per accedere all’archivio credenziali come riportato nel messaggio di avviso. In seguito procedete cliccando sull’icona “+” e settando le impostazioni secondo le vostre necessità. In particolar modo l’indirizzo del server dovrà coincidere con l’indirizzo IP del computer, per scoprirlo digitate “ipconfig” sul promt dei comandi di windows. (Tranquilli non esploderà)

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  • ora, avendo portato a termine la configurazione non vi resta che tapparci sopra, quindi immettere nome utente e password precedentemente selezionati e tappare su “Connetti”

L’avvenuto collegamento con la rete VPN sarà segnalato dalla presenza di un lucchetto sulla navbar. La procedura è stata porta a termine usando come serve un PC Windows 8.1, mentre lo smartphone Android impiegato è un Nexus 5 aggiornato alla versione 5.0.2 CM12 NIGHTLY del 26/01/15.

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