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Samsung Galaxy Note 7 ha lasciato il segno: la Corea punta sulla sicurezza

Samsung Galaxy Note 7 ci ha tenuto compagnia per buona parte del 2016, uno scandalo che ha messo in seria difficoltà il colosso sudcoreano. Il phablet ha fatto notizia per il forte rischio di esplosione, che ha imposto l’azienda a rimuovere il dispositivo dal mercato. Tanti i costi per Samsung, non solo dal punto di vista economico ma anche sotto il profilo dell’immagine. Un duro colpo per il brand asiatico, che nel 2017 cerca di archiviare mesi di dispiaceri.

Una brutta gatta da pelare per tutta la Corea del Sud, nazione che ha dovuto affrontare grandi difficoltà e non intende ripetere l’esperienza. Si punta forte sulla sicurezza per non correre nuovamente rischi e i provvedimenti adottati fanno molto discutere. Scopriamo insieme cosa è successo nelle ultime ore.

Mai più Samsung Galaxy Note 7

La Corea del Sud corre ai ripari dopo la scandalo Samsung Galaxy Note 7, sono state infatti puntellate le direttive per quanto riguarda la sicurezza relativa alle batterie al litio montate sugli smartphone. A comunicarlo è stato il ministero del Commercio e dell’Industria, lo si legge sul giornale Korea Herald.

Samsung Galaxy Note 7
Samsung Galaxy Note 7

Processi di controllo e certificazione relativi alla batterie, con tanto di ispezioni a carattere regolare da parte delle autorità. Il governo metterà mano sulle leggi che impongono standard di sicurezza alle aziende, con l’obbligo di presentare campioni delle batterie prima del lancio sul mercato.

Samsung Galaxy Note 7 è una ferita ancora aperta, staremo a vedere se il caso è destinato a non ripetersi.

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