Google conferma la fine del progetto Ara per uno smartphone modulare

Google ha confermato quest’oggi quello che le indiscrezioni dicevano da un po’ di tempo, ovvero che il progetto Ara per la produzione di uno smartphone modulare è stato sospeso. Un portavoce di Google ha detto a VentureBeat, che il telefono modulare non sarebbe arrivato sul mercato, nonostante la società di recente,  avesse comunicato che un telefono del project Ara sarebbe stato mostrato questo autunno. La decisione è stata fatta, come riferito dal capo hardware Google, Rick Osterloh, che ha cercato di semplificare l’apparente disorganizzata linea di prodotti della società. La notizia della sospensione è stata riportata in data odierna da Reuters.

Si tratta di una svolta triste di eventi per gli appassionati dell’ambiziosa tecnologia modulare, che è stata portata avanti dal gruppo sperimentale di ATAP sotto l’ex capo di Google, Regina Dugan, che ha lasciato Google per Facebook all’inizio di quest’anno. Circa tre anni fa, il team di Ara ha sviluppato un concetto di design che ha re-immaginato lo smartphone come una serie di piccoli mattoni, in stile LEGO, che potrebbero essere collegati, riorganizzati, e scambiati in pochi secondi. La logica è stata presa in prestito dal mercato dei PC di fascia alta, in cui i vari aspetti del computer possono essere modificati senza fine al posto di sostituire l’intero pacchetto ogni due anni.

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google project Ara
google Project Ara

Il gruppo del progetto Ara aveva in programma un test pilota del dispositivo a Puerto Rico lo scorso anno, ma alla fine ha accantonato il piano nel tentativo di abbattere il costo del dispositivo e risolvere ostacoli tecnici. Nel mese di maggio, il colosso di internet ha promesso una versione per sviluppatori che, contrariamente alla visione originale del progetto, non consentirebbe agli utenti di scambiare il processore, la batteria, o il display del telefono. Ora, sembra che il telefono non si farà più, anche se i rapporti di Reuters dicono che la multinazionale americana potrebbe concedere in licenza la tecnologia a terzi. Per quello che vale, il sogno modulare sembra vivere in Motorola, una società, una volta di proprietà di Google e ora una controllata di Lenovo. La nuova Moto Z ha placche modulari per cose come potenza aggiuntiva della batteria, un proiettore, e un altoparlante, anche se si tratta di una modularità ben diversa da quella sognata da Ara.

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