Come funzionano e quali sono i sensori dei nostri smartphone?

Smartphone sempre più evoluti, con caratteristiche sorprendenti, ma soprattutto che non si fanno mai trovare impreparati semplificandoci la vita di tutti i giorni.

Ma qual’è il segreto di questi prodotti? La risposta è : I SENSORI

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Questi componenti dati quasi per scontati, con nomi degni di un film fantascientifico anni 80, sono il cuore del nostro inseparabile amico elettronico. Andiamo quindi ad analizzarli nello specifico evidenziando le loro funzionalità e la loro importanza.

 

ACCELEROMETRO

Uno dei primi sensori introdotti negli smartphone e anche uno dei più usati. Come lascia intendere il nome, serve a misurare l’accelerazione del dispositivo rispetto alla caduta libera, ha quindi una funzione di inclinometro che determina l’orientamento del display, a seconda che lo incliniate in verticale o orizzontale sfruttando i tre assi di cui è composto.

 

GIROSCOPIO

Questo particolare sensore si affianca all’accelerometro per misurare l’inclinazione del dispositivo; tuttavia è molto più preciso e viene utilizzato per tutte le applicazioni, come Photo Sphere, che necessitano di misurazioni accurate su dove state puntando il vostro dispositivo.

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Per farvi un esempio, mentre si utilizza Google Sky Map, per mostrarvi le costellazioni sulle quali posate lo sguardo viene attivato il giroscopio. Indispensabile se volete utilizzare i Cardboard o visori per la realtà aumentata detti comunemente VR!

 

MAGNETOMETRO

E’ lo strumento di misura del campo magnetico, viene integrato nei dispositivi mobili per permettere il funzionamento di applicazioni, quali la bussola o Metal Detector (un’applicazione in grado di rilevare concentrazioni di metallo intorno a voi).

 

SENSORE DI PROSSIMITA’

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Questo sensore, a differenza degli altri sopra citati, è visibile anche dall’esterno del dispositivo, si compone infatti di un LED a infrarossi e un rilevatore di luce IR, posizionati vicino alla capsula audio per le chiamate.

Questo sensore funziona proiettando un fascio LED a infrarossi, che viene riflesso da un oggetto e raccolto dal rilevatore di luce IR, calcolando la distanza dell’oggetto dal terminale.

Il suo funzionamento è essenziale, in particolare durante una chiamata, poiché spegne il display del nostro dispositivo evitando così vari fastidi (tra cui essere accecati dal display con la coda dell’occhio o digitare involontariamente alcuni comandi).

 

BAROMETRO

Non tutti gli smartphone sono invece provvisti di questo sensore, introdotto per la prima volta dal Motorola Xoom e poi consacrato al successo dal Samsung Galaxy Nexus, il barometro serve a misurare la pressione atmosferica, registrando variazioni di altitudine che permettono una migliore geolocalizzazione e quindi un fix molto più veloce.

 

SENSORE DI LUMINOSITA’

Questo essenziale componente misura, come si può ben capire dal nome, la luminosità di luce dell’ambiente in cui ci troviamo.

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La sua applicazione principale e più immediata è la regolazione automatica della luminosità del display, che rende più piacevole l’utilizzo quando si passa da ambienti esterni a interni; questa funzione ha anche il pregio di allungare anche la durata della batteria del nostro dispositivo.

Ultimamente questo sensore si è evoluto diventando ancor più sofisticato, misura infatti non solo la luminosità “in generale” dell’ambiente ma anche la composizione della luce (rossa, blu, verde e bianca) in modo tale da garantire una miglior riproduzione dei colori delle immagini.

 

TERMOMETRO

Questo sensore è da sempre presente negli smartphone, serve per monitorare la temperatura interna del dispositivo limitandone le prestazioni in caso di surriscaldamento eccessivo che danneggerebbe i componenti interni del dispositivo.

Ad oggi il termometro è presente in alcuni smartphone per rilevare anche la temperatura esterna, funzione introdotta per prima da Samsung, che con l’applicazione S Health analizza la temperatura e l’umidità dell’ambiente circostante suggerendoci quella ottimale.

 

SENSORE DI UMIDITA’

Come già è stato accennato poco sopra, questo componente venne introdotto da Samsung con il Galaxy S4 e venne utilizzato dall’applicazione S Health dello stesso colosso coreano, per monitorare l’umidità ambientale.

 

PEDOMETRO

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Questo è un sensore che viene utilizzato prevalentemente per il fitness, infatti ha come funzione principale quella di contare i passi. Tuttavia il pedometro non è presente in molti dispositivi poiché la sua funzione viene normalmente svolta dall’accelerometro.

E’ necessario però sottolineare che il pedometro ha una misurazione molto più accurata, poiché è un sensore specificatamente dedicato alla funzione di conta passi.

 

CARDIOFREQUENZIMETRO

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Forse uno dei sensori più discussi di tutti i tempi, il cardiofrequenzimetro inserito da Samsung sul Galaxy S5 e poi approdato su tutti gli smartwatch, come si può intuire, serve a monitorare il battito cardiaco.

Questa particolare funzione va ad arricchire il comparto salute e benessere degli smartphone di ultima generazione. Le pulsazioni vengono registrate attraverso un sensore sul quale viene posizionato il dito, o qualsiasi altra parte del corpo per alcuni istanti.

 

SENSORE DI IMPRONTE

Indipendentemente dal fatto che piaccia o meno, il sensore di impronte digitali introdotto da Apple con l’iPhone 5s ha aperto a nuove ed interessanti possibilità, soprattutto nel campo della sicurezza del nostro dispositivo.

Di fatto questo componente analizza e memorizza le impronte digitali dell’utente ed è in grado di riconoscerle con un’ottima precisione, in tal modo si è certi che nessuno, nemmeno il proprio gemello cattivo, potrà accedere al nostro smartphone.

Oltre a questa funzione da 007, moltissime case produttrici stanno basando i propri sistemi di pagamento (Android Pay, Samsung Pay etc..) proprio su questo sensore che permette di effettuare pagamenti ed acquisti senza la necessità di una password ma solo appoggiando il proprio dito.

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Questi appena descritti sono i principali sensori ad oggi usati dagli smartphone, non è ovviamente necessario averli tutti ma, utilizzando questa breve descrizione, potrete avere un’idea di cosa fanno e soprattutto, a seconda delle vostre necessità quali cercare in uno smartphone!

Un commento

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  1. Non esiste ancora un sensore che rileva un motore in funzione sia diesel e benzina? Nel caso sarei molto interessato.grazie

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