Uber: il “taxi economico” che fa tremare il mondo intero

I tassisti di tutto il mondo stanno scioperando per “colpa” di un’app: Uber. Uber è un servizio che permette di noleggiare un auto con conducente (quindi, uno pseudo-taxi) con costi trasparenti e, soprattutto, più bassi.

Servizio avviato nel 2009 a San Francisco, si è espanso fino a raggiungere le città più importanti di 37 nazioni (in Italia è disponibile a Milano e a Roma) fino a diventare una valida alternativa al più famoso servizio taxi.

Servizio Taxi che, “per sentito dire” (nella mia vita ho preso 2 volte il taxi e non posso giudicare), non pare molto equo: tariffe alte, tassametri “truccati”, tassisti non proprio “affidabili” (luoghi comuni che, spero vivamente, siano infondati).

Il funzionamento di Uber è semplicissimo: dopo essersi registrati sul sito ufficiale ed avervi inserito una modalità per il pagamento online, basta scaricare l’app (disponibile per iOS e Android) e richiedere la vettura indicando la propria posizione tramite GPS. L’app indicherà il tempo che impiegherà l’autista a raggiungervi e i costi al chilometro (se si viaggia a più di 20Km/h) o al minuto (se si viaggia a meno di 20 Km/h). È possibile disdire la prenotazione (pagando una penale di 5€ se la disdetta avviene 5 minuti dopo la prenotazione).

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In Italia, Uber offre 3 tipi di vettura:

  • UberBLACK: verrà inviata una berlina di fascia alta con posti a sedere fino a 4 persone. Esempio: Mercedes-Benz Classe E, Audi A6, BMW Serie 5.
  • UberPOP: verrà inviata un’utilitaria con posti a sedere fino a 4 persone. Esempio: Fiat Punto, Alfa Romeo Giulietta, BMW Serie 3 (per ora solo a Milano)
  • UberVAN: verrà inviata una monovolume con posti a sedere fino a 6 persone. Esempio: Mercedes-Benz Viano, Volkswagen Caravelle, Lancia Voyager.

In base al Paese, Uber personalizza l’offerta in base alle vetture disponibili (affiliandosi anche alle compagnie di Taxi).

È possibile dare un “giudizio” al tassista con il classico sistema delle “stelline”.

Chiunque può diventare tassista: per la categoria POP bisogna essere patentati da almeno 3 anni, muniti di un auto “decente” con assicurazione propria e che abbia almeno 4 posti (oltre al conducente) ed essere incensurati, mentre per le categorie BLACK e VAN bisogna essere in possesso di patenti multiple ed aver avuto esperienza nel settore.

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Detto così sembra un buon servizio, vero? Infatti i tassisti non hanno perso tempo a scioperare (sentendosi minacciati da questa nuova “ondata” e “rimpiazzati” da gente senza una vera abilitazione). Sciopero che, secondo Benedetta Arese Lucini (general manager per l’Italia di Uber), mostra i limiti dell’attuale mercato dei trasporti urbani che è rigido e bloccato da logiche corporative quando si dovrebbe privilegiare l’innovazione, la trasparenza e la flessibilità.

Lo sciopero di fine maggio a Milano, ha costretto il sindaco Pisapia a convocare un vertice straordinario tra istituzioni e rappresentanti della categoria, vertice presenziato anche dal presidente della Regione Lombardia Maroni e dal ministro delle infrastrutture Lupi e occasione per dichiarare l’app illegale.

Qualunque tecnologia o app che eroghi un servizio non autorizzato rappresenta un esercizio abusivo della professione. Non accetteremo nessuna violazione. Il noleggio con conducente […] è una prestazione che deve avere delle caratteristiche ben precise: si deve partire dall’autorimessa e la tariffa deve essere chiara. La normativa vigente non consente l’utilizzo dell’app Uber. Non siamo contro le app, né contro le innovazioni, né contro le nuove tecnologie. Siamo semplicemente contro l’illegalità. Su questo la legge italiana è chiarissima”

Parole di Pisapia, Maroni e Lupi che hanno fatto intendere che Uber “necessiterebbe” di maggior trasparenza, mentre il Commissario Europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes è di tutt’altro avviso: “Mi auguro che il governo italiano non assecondi il ricatto dei tassisti milanesi”.

 

Uber non è il solo servizio online alternativo al taxi: esiste infatti blablacar, un servizio che dà la possibilità a chiunque di “dare un passaggio” e richiedere un passaggio in macchina. Le tariffe sono concordate direttamente con chi mette a disposizione il veicolo, con la possibilità di specificare se sono accettati animali, fumatori e se si può conversare o ascoltare musica.

BlaBlaCar

Quindi il vecchio Taxi dovrebbe iniziare a innovarsi, perché i servizi basasti su Internet stanno macinando chilometri.

 

Link Uber App Store

Link Uber Google Play Store

Link BlablaCar App Store

Link BlablaCar Google Play Store

 

fonte per parte di attualità: internazionale.it