5 cose che forse non sapete sulle condizioni d’uso di Oculus Ritft

Gli Oculus Rift sono un oscuro oggetto del mistero. Uno degli aggeggi tecnologici più ambiti del momento, è ancora avvolto da controverse e discutibili scelte logistiche. Prodotti ordinati ormai mesi e mesi addietro, devono ancora essere consegnati ai legittimi proprietari che sborsando una cifra considerevole hanno visto la data di consegna slittare ulteriormente. Chi infatti ha già sborsato ben 742 euro per l’acquisto dell’avveniristico prodotto, avrebbe dovuto ricevere i primi esemplari di Oculus Rift già i primi mesi di Aprile. Consegna che per molti non è avvenuta e la conseguente scelta del fondatore Palmer Luckey, di abbonare le spese di consegna, sembra un espediente di ben poca cosa.

Uno però degli aspetti che forse non tutti hanno attenzionato, sono le condizioni di utilizzo del suddetto visore. In preda magari ai ”fumi tecnologici”, potrebbero esservi sfuggite una serie di clausole che riguarderebbero molte ”restrizioni” e che vostro malgrado avete accettato quando lo avete acquistato. Tali ”condizioni” di ”facebookiana memoria” – passatemi il termine – assomigliano in tutto e per tutto alle velate imposizioni che Facebook adotta per il suo servizio social. Ovviamente non potrebbe che essere così poichè Zuckerberg acquisì, a suo tempo, Oculus per la ”modica” cifra di 2 miliardi di dollari.

Oculus Rift

Analizzando però più nel dettaglio le condizioni d’suo appena accennate, constaterete come siano perlomeno singolari da una prima lettura:

TEDESCHI SEMPRE IN PRIMA LINEA

Le clausole in questione sono 26 ma soprattutto l’ultima, è destinata esclusivamente agli utenti tedeschi. In pratica, a maggiore tutela del cliente (tedesco),  solo in questo caso le modifiche alle condizioni d’uso, le limitazioni di responsabilità, alle leggi applicabili e al foro competente, spettano ai tribunali di appartenenza quindi conseguentemente interno al territorio tedesco.

CONTROVERSIE

La clausola riguardante invece l’articolo 18 discute le eventuali azioni legali in materia di controversie. Sostanzialmente si tratta di una clausola unilaterale dove Oculus si ”defila” da eventuali azioni legali intraprese anche collettivamente o qualora vi rivolgiate ad un arbitrato. Oculus si riserva infatti il diritto di risolvere internamente ed in maniera veloce ed equa le eventuali controversie intraprese. Ad ogni modo qualora si voglia procedere lo stesso per vie legali , sarà comunque l’American Arbitration Association il luogo in cui verrà discussa l’istanza o comunque un ente concordato tra le parti.

PRIVACY… QUESTA SCONOSCIUTA!

Oltre a tutti i dati sensibili che fornirete dall’uso che farete del vostro Oculus Rift, come informazioni personali, applicazioni e tutte quelle informazioni derivanti dai post scritti ad esempio sul forum di competenza, Oculus si riserva il diritto di raccogliere informazioni anche sulle caratteristiche fisiche degli utenti, sui vostri movimenti rilevanti dal GPS o dalla posizione in base al segnale Wi-Fi. Questi dati sensibili potranno anche essere utilizzati a fini di marketing ad aziende terze per lo sviluppo di altre contenuti. Altra considerazione di non poca importanza è che Oculus non si riterrà responsabile di eventuali furti, divulgazione involontaria delle informazioni o distruzione delle stesse.

DIRITTI SUI CONTENUTI

L’interazione con un accessorio di questa tipologia porta inevitabilmente a fornire contenuti dovuti alle funzioni interattive dati dalla possibilità da parte dell’utente di poter pubblicare, condividere e caricare qualsiasi informazione vogliate. I contenuti diffusi saranno di esclusiva proprietà di Oculus che si riserva e specifica di riadattare, modificare e distribuire i contenuti senza limitazione alcuna e non essendone specificati gli scopi, sostanzialmente potranno utilizzarli per qualsiasi fine.

PIZZA, MAFIA E MANDOLINO

L’Oculus Rift è vietato a tutti coloro che non abbiano compiuto il 13 anno di età. Sono singolari però le altre restrizioni riguardanti questa insolita clausola. L’Oculus Rift fornisce infatti liste di enti, aziende e persone a cui ne è bandito l’uso, come l’ente americano Specially Designated Nationals List ed a personaggi nostrani come Francesco Schiavone, noto camorrista, o altri esponenti di discutibile rilevanza.

Oculus Rift

Alla fine dei giochi ci sentiamo di dire che l’utilizzo del suddetto visore comporta delle rinunce di non poco valore. Dove le restrizioni sulla libertà individuale sono messa a dura prova ma che altresì sono una scelta obbligatoria qualora decidiate di tuffarvi in un nuovo mondo, seppur artificiale, come quello proiettato dall’oggetto in questione. Fonte

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