Le 5 funzioni che voglio su Google Now

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Tra le tante funzioni che sembrano ultimamente prendere piede nei maggiori sistemi operativi mobili, quella che certamente mostra potenzialità enormi riguarda la sezione degli assistenti virtuali.

Apple prima, e Microsoft poi, hanno investito denaro e lavoro nello sviluppo di due prodotti (rispettivamente Siri e Cortana) assai all’avanguardia, concentrando l’attenzione dei media – e soprattutto dei potenziali clienti – su features ed integrazioni che semplificano l’utilizzo quotidiano dello smartphone.

Come poteva Google, da sempre promotore di progetti futuristici e tecnologicamente sorprendenti (in primis il Project Ara), tenersi fuori da un settore del genere? Contrariamente ai propri diretti concorrenti, invece di sviluppare un assistente virtuale, con cui eventualmente dialogare, BigG ha preferito focalizzare le proprie risorse per la produzione, più che di un “aiutante”, di una serie di scorciatoie attraverso le quali gestire i propri telefoni Android in maniera più user-friendly.

Purtroppo, però, se poniamo Google Now (questo il nome del servizio) a confronto con Cortana, o più semplicemente Siri, il risultato è assai magro, e lo stato di sviluppo del progetto non ci sembra essere a livelli degni di una multinazionale come Google: è vero, Google Now ci ricorda quando scadono le bollette, ci fissa appuntamenti sul calendario in base alle nostre conversazioni telefoniche, ci fa visualizzare sulle schede di navigazione del browser scorciatoie in base alle nostre ricerche precedenti, come, ad esempio, gli orari dei cinema in prossimità della nostra posizione attuale qualora abbiamo effettuato una ricerca del genere.

Ma le possibilità di GN sono ben altre, e di ben altra portata. Ecco le funzioni che vorrei che Google implementasse per permettere a Google Now di competere con i suoi avversari (e di batterli, se possibile).

Controllo delle impostazioni hardware

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Nonostante siano numerosissime le voci che indicano un’implementazione del genere temporalmente vicina, senza però fornirci mai una data precisa,  allo stato attuale Google Now propone un servizio abbastanza macchinoso di controllo delle impostazioni hardware del telefono.

Qualora la batteria raggiunga livelli preoccupanti, nel caso possediate uno smartphone Android, risulterebbe naturale chiedere a Google Now di disattivare il Bluetooth, o il WiFi,  o la Connessione 3G, semplicemente ordinandogli “Spegni il WiFi”, oppure, “Chiudi la connessione dati”, senza alcun’altra operazione aggiuntiva. In maniera pratica e veloce, specialmente se si ha le mani occupate. Oppure, volendo ascoltare un determinato brano musicale mentre si sta facendo jogging, basterebbe pronunciare la frase “Esegui il brano ‘Queen of New Orleans’ di Jon Bon Jovi” per vedere il proprio desiderio soddisfatto, senza aver interrotto nel contempo l’attività nel suo pieno svolgimento.

La realtà attuale risulta invece ben diversa, poichè, nel caso in cui chiediate a Google Now di spegnere il WiFi, al massimo vi farà accedere automaticamente  alla schermata delle impostazioni, in modo tale che possiate eseguire di persona l’operazione.

Controllo della salute del dispositivo

battery-saving-androidCome vi sarà capitato di leggere in qualche forum Android, i Battery Saver, e ancor di più i Task Killer, oltre ad essere per lo più inutili per quanto riguarda la preservazione della batteria, spesso producono l’effetto contrario, ovvero, vanno ad incidere sul consumo energetico per via del loro costante lavoro in background.

Il motivo per cui molti utenti continuano ad utilizzare app di questo tipo, nonostante siano ben consci degli avvertimenti, è per via dei dati molto scarsi che la sezione apposita nel menù “Informazioni” del telefono fornisce, che spesso arriva ad escludere informazioni basilari come la temperatura del dispositivo.

Ebbene, per me sarebbe magnifico se Google, una volta per tutte, segnasse la stoccata finale nei confronti di questa branca di app semplicemente permettendo a GNow di eseguire autonomamente una scansione dello smartphone, informandoci sulla quantità di CPU utilizzata, quali app consumano maggiormente, quali provvedimenti eventualmente assumere per allungare la vita della batteria (impostare la luminosità del display ad un livello più basso, evitare di mantenere la connessione 3G accesa per lunghi periodi…)

Integrazioni di terze parti

cortana-windows-phone-theverge-5_1020Nel caso non ve ne siate accorti, una delle differenze maggiormente riscontrabili tra Google Now e Cortana riguarda l’integrazione con app di terze parti.

Non fraintendetemi, mi rendo ben conto che attualmente sia possibile, con Google Now, lanciare con un singolo ordine ogni applicazione installata sul dispositivo; ciò che per me manca, e la cui assenza si sente parecchio, è la possibilità di interagire direttamente con le app. Ad esempio: qualora volessi aggiungere il nuovo libro di Roberto Saviano alla mia biblioteca Kindle, dovrebbe essere direttamente GNow ad eseguire l’operazione, aprendo l’omonima app ad un mio semplice e diretto ordine. E, nel caso dicessi: “Google Now, vai su Wikipedia, cerca ‘Parigi’ e salva la pagina”, il tutto dovrebbe essere svolto tranquillamente, senza impedimenti di sorta.

Pretendo troppo? Forse, ma Cortana, su Windows Phone, permette questo e molto di più.

Widget personalizzabili

06-google-nowCon l’ultimo update, Google Now ora integra anche i widget – uno, a dir la verità. E, rimanendo in tema di onestà, non possiamo certo dire che i programmatori californiani si siano particolarmente impegnati nella sua progettazione.

Ingombrante, poco utile (il widget non permette di scorrere via le notizie che non ci interessano) e soprattutto fastidioso: la mancata flessibilità di questa integrazione ci sembra assai lontana dallo stile che caratterizza il mondo open-source di Android, e che da sempre è un motivo di vanto nei confronti di Apple.

Contenuti più vicini ai gusti del singolo, che di Google

Screenshot_2014-05-24-15-48-31Anche se probabilmente i programmatori pensavano di farci un piacere, quando hanno settato le impostazioni in tal senso, nei fatti mi sembra che abbiano fatto esattamente tutto il contrario: attualmente non risulta possibile “suggerire” a Google Now i nostri interessi o le nostre passioni, ma semplicemente, attraverso le nostre ricerche nel browser, sarà lui stesso a selezionare i contenuti.

Di conseguenza, qualora vostra sorella (o la vostra ragazza, ma spero vivamente di no) usi per pochi minuti il vostro cellulare per cercare notizie su Justin Bieber, di conseguenza nelle schede di Google Now sarete costretti a visualizzare (ahimè) le news più recenti sul cantante, e vi toccherà agire manualmente per eliminare l’inconveniente.

Seriamente, Google: con tutti i questionari personali che ci sottoponi per ogni minima quisquilia, non ti è venuto in mente di prepararne uno dalla certa utilità?