Whatsapp ridurre il consumo dati internet: vediamoci chiaro! [Guida]

Ammettetelo, è successo almeno una volta ad ognuno di noi!

Arrivare verso la fine del mese di rinnovo tariffe o promozioni del nostro operatore telefonico, borderline alla soglia limite di traffico dati e con una goccia di sudore che cade sul display del nostro smartphone per la paura di rimanere disconnessi dalla nostra comunità virtuale di amici, colleghi e famigliari.

Se non, addirittura, leggere sul display il malaugurato messaggio di notifica del superamento di tale soglia, e fino al successivo rinnovo, poter solo contare sulla rete wifi casalinga, su quella della nostra caffetteria preferita o su qualche amico misericordioso che decide di seguirci 24 ore al giorno e farci da hotspot umano.

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Traffico dati, una coperta sempre troppo corta

Se negli ultimi anni gli operatori sono andati nel verso di un aumento della disponibilità traffico dati con nuove tariffe e promozioni e con aumenti delle soglie, è però vero che il web è sempre più esigente con applicazioni di musica in streaming, pagine web infarcite di materiale multimediale e video in alta definizione.

 

Gigabyte, megabyte, kilobyte… parla come mangi!

Premessa: se siete nerd, geek o avete un passato informatico prima che smartph(o)(a)natico, forse vorrete saltare a piè pari questo capoverso.

Ma forse potreste pure leggerlo per concordare con noi sul fatto che coloro che si sono affacciati al mondo della tecnologia di recente, prendendo in mano uno smartphone, non abbiano familiarità con la gestione dei dati, e del significato di certe sigle. Sbaglieremmo se dicessimo che buona parte dei vostri amici ed amiche, o genitori, corrisponde a questo identikit?

Molte della tariffe attuali hanno un limite di traffico mensile di uno o due gigabyte, ma che cosa indicano  queste unità di misura? Cosa sono quelle sigle GB, MB, o kB che vediamo quando sottoscriviamo una tariffa, o scarichiamo un allegato o un contenuto multimediale?

Gigabyte, megabyte e kilobyte non sono altro che il “peso” in dati informatici di un qualsiasi documento che si trasferisce, sia esso un file musicale, un video, una foto, o altro. Sono le tonnellate, i chilogrammi e i grammi del nostro traffico internet e quanto quei file vanno ad occupare (a “pesare”) nella memoria interna del nostro dispositivo.

Un GB (gigabyte) sono 1000 MB (megabyte), un MB sono 1000 kB (kilobyte).

 

Tu quoque, Whatsapp, sei tu che mi prosciughi il serbatoio dati?

Forse Whatsapp a livello qualitativo non è il principale indiziato del consumo dati.

Se pensiamo che la visione anche di una singola canzone su YouTube in HD porta via 50MB di traffico, riprodurne anche solo una al giorno significherebbe consumare 1,5GB (50MB x 30gg = 1500MB = 1,5GB) di traffico dati.

Nemmeno applicazioni come Spotify scherzano, se usate in continuità a sostituzione della musica presente in memoria sul nostro dispositivo. Una canzone da 3 minuti circa arriva ad occupare 5MB, ed ascoltarne sei in streaming al giorno equivale a bruciare la nostra “razione giornaliera“, in una soglia dati di 1GB mensile.

Ugualmente dicasi per Skype, se usato non solo per trasmissione voce, ma per vedere il viso della nostra/o amata/o a distanza, ci costa 4 mega al minuto, questo il dazio dati da pagare, meno di 10 minuti al giorno per bruciarci la sopracitata razione.

 

Whatsapp, ti limito o non ti limito?

Come detto sopra se qualitativamente Whatsapp non è il maggior responsabile del dispendio dati, lo è di certo a livello quantitativo per moltissimi di noi.

Quasi superfluo constatare che l’applicazione di instant messaging più diffusa al mondo ha rimpiazzato sms e in molti casi trasferimenti tramite email e anche chiamate, e che all’interno della nostra giornata la fa da padrona come utilizzo rispetto a quasi qualsiasi altra applicazione, anche a causa dei gruppi composti da una moltitudine di persone.

Veniamo al sodo, considerato che non è certo la semplice scrittura ed invio di emoji a creare consumo dati, cosa ha senso e cosa conviene limitare? Molto dipenderà dalle vostre abitudini ed esigenze ma imprescindibile è dare un peso alle tre (più una) voci di consumo nel trasferimento media Whatsapp:

  • 1 minuto di nota audio occupa circa 250KB, un quarto di MB
  • 1 immagine circa fino ad un massimo di 100KB, un decimo di MB
  • 1 video può arrivare anche se attorno al minuto, in alta qualità fino a 15MB
  • 1 minuto di chiamata vocale consuma circa 500-700kB, circa 35 MB all’ora

Da questo schematico elenco, è possibile capire che i veri carichi da novanta risultano la ricezione o l’invio (per l’appunto, ricordiamo che il traffico mobile è computato dagli operatori nella somma tra invio e ricezione con egual peso in entrambe le direzioni) di video e le conversazioni telefoniche.

Spedire o ricevere un solo video da 15MB al giorno risulta in 450MB di traffico mensile, ossia nel consumare quasi metà del serbatoio-soglia dati più diffusa tra le varie tariffe offerte dagli operatori, ossia quella da un giga. Un’ora di telefonate Whatsapp al giorno invece, la esaurisce completamente.

Cosa “regolare” quindi? A voi la scelta, tutto dipende da quanto rischiate di rimanere a secco nella vostra abitudine nell’utilizzo dati a 360 gradi del vostro telefono.

Ed ecco a voi il procedimento per Android, iOS e Windows Phone.

Il nostro consiglio è di lasciare abilitato il download automatico dei media su wifi se avete un contratto flat (senza limite) ossia non a consumo, mentre di gestire le tre voci (immagini, audio e video) su rete mobile declinandole alle vostre esigenze e consumi.

 

Procedura step-to-step per Android

 

Procedura step-to-step per iPhone

 

Procedura step-to-step per Windows Phone

 

E se arrivate al 25 del mese senza traffico disponibile… poi non diteci che non vi avevamo avvertito!

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