Novità e hype: tanta benzina, ma la carne?

Uno dei fattori che ha caratterizzato maggiormente il 2013 (e che sta caratterizzando questo 2014) è l’hype creato attorno ad un prodotto ancor prima che questo venga presentato. Per hype si intende il “desiderio” di possedere o solamente sapere com’è un determinato prodotto, desiderio alimentato dalle stesse case produttrici per poi vendere maggiormente. Semplicemente marketing. Solitamente l’hype, più che un desiderio vero e proprio, è un impulso dettato dalla nostra vena consumistica.

internet-300x212Quindi possiamo pensare all’hype come un qualsiasi fuoco da campeggio di un qualsiasi film americano per famiglie (le classiche scene dove padri e figli si siedono attorno ad un fuoco, mangiano marshmallow e raccontano barzellette e storie di fantasmi).

La benzina rappresenta l’enorme flusso di notizie relativo al prodotto (noi di Enjoy Phone siamo benzina anzi, taniche di benzina) e il prodotto finale rappresenta quello che poi verrà messo a cuocere su questo bel fuoco da campeggio.

Con il passare dei mesi questo fuoco viene costantemente alimentato (delle volte viene anche “ingigantito”), poi succede il fattaccio: invece di una bistecca dalle dimensioni di un bambino di 8 mesi (attesa da tutto il giorno) ecco che sul fuoco vengono messe delle carrube rinsecchite.

Se dovesse capitarmi una situazione del genere rischierei la scomunica (nel Triveneto non esistono mezze misure, soprattutto quando si parla di cibo).

Ritorniamo a parlare di smartphone, sostituendoli alle bistecche, ed ecco che la situazione appena descritta potrebbe essere un riassunto delle ultime presentazioni.

Mesi e mesi di notizie, rumor, foto “rubate” di qua e di la che già ci fanno capire se comprare un dispositivo o no, sfociando in 3 situazioni (che andrò a descrivere fra qualche riga). Tutte queste situazioni sono “ragionamenti” fatti DOPO le presentazioni (durante la presentazione c’è empatia verso il prodotto, che non porta a ragionamenti sensati).

HTC One M8

M8 ha creato una situazione da “amaro in gola”, ovvero tutti pensavano che il successore di HTC One avesse le carte in regola per diventare lo smartphone perfetto, con il passare dei mesi la “golosità” si è affievolita, con la consapevolezza che M8 non è poi così innovativo (uno dei pochi vantaggi è che fa scendere di prezzo M7). Così è stato: non bastano l’alluminio spazzolato e la MicroSD per dire che M8 è innovativo.

OnePlus One

Come un comico genovese, OnePlus One ha attirato su di se l’attenzione di tutti grazie ad una campagna basata sul confronto fra il proprio prodotto e gli altri (spesso denigrandoli). Una volta che è finalmente giunto il momento dei fatti ci si accorge che non c’è poi così tanta differenza, se non per il prezzo. Il problema: quando esce? (Ok, sono usciti i primi 100, gli altri dovrebbero uscire per l’estate, ciò non toglie che l’attesa fa diminuire l’hype).

 

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Da un anno a questa parte non ho ancora visto un dispositivo che mi desse questa reazione. L’ultimo è stato One, preceduto da Samsung Galaxy S. Dispositivi che, con il tempo, hanno saputo mantenere l’empatia maturata durante la presentazione.

 

Probabilmente abbiamo raggiunto un livello di “stallo” per quanto riguarda determinate caratteristiche, dobbiamo aspettare che la battaglia raggiunga altri fronti o che ci sia una “rivoluzione” (come nel mercato PC di 15 anni fa, quando i vari Pentium 4 di Intel differivano di qualche MHz creando uno stallo, fino all’introduzione del multi-core che ha riacceso le speranze di innovazione).

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