Google sta uccidendo tutti i device con i troppi aggiornamenti [Editoriale]

Fino a prova contraria, una delle prime domande che ci si pone prima di acquistare un telefono Android è sicuramente: “Ma questo telefono verrà aggiornato o no?”.

E’ legittimo che ci venga questo dubbio perché nessuno vorrebbe vedere il proprio telefono fermo ad una versione del sistema operativo datata, senza poter toccare con mano le nuove funzioni degli ultimi aggiornamenti. Comunque sia, gli aggiornamenti sembrano sempre una cosa positiva, un qualcosa che fa resuscitare il vostro smartphone velocizzandolo, aggiungendo funzioni e risolvendo un numero più o meno elevato di bug.

Android-Marshmallow-Statue

 

E’ vero, quasi tutti risolvono i vecchi bug (ma molti ne portano di nuovi) e introducono novità, ma siamo proprio sicuri che velocizzi il dispositivo? Io no!

La maggior parte delle persone, tende ad installare gli aggiornamenti tramite il canale OTA (Over-the-air) ovvero, in parole povere, tende ad aggiornare premendo sulla notifica che appare sul telefono grazie ai controlli automatici.

Questo, non fa altro che rovinare i telefoni perché l’installazione non è pulita ed il sistema operativo nuovo si va quasi a “sovrapporre” al precedente, occupando memoria in eccesso e disponendo il telefono a eventuali blocchi, rallentamenti e bug vari che possono rivelarsi più o meno fastidiosi.

Voi adesso potreste pensare:” Si, ma è più comodo perché non devi ripristinarlo e così non perdi dati!”

E’ vero, oggettivamente è più comodo, perché vi toglie l’impiccio di salvare immagini, canzoni, video, contatti ecc.. Però, anche questo, può minare molto l’esperienza di utilizzo dello smartphone dopo l’aggiornamento via OTA.

Se non capite come sia possibile vi faccio un piccolo esempio, semplice ma efficace.

dead-android-M

Il programmatore “X” sviluppa un’applicazione compatibile fino alla versione 4.4.4 KitKat.

A voi piace, la installate e dopo vi arriva la fatale notifica dell’aggiornamento ad Android 5.0 Lollipop. Felici, la premete ed avviate l’operazione. Poco tempo dopo la conclusione di quest’ultima, il telefono inizierà a dare problemi perché l’applicazione dello sviluppatore X non è compatibile con la 5.0.

Questo, nel migliore dei casi, può portare solo al messaggio “L’applicazione X si è fermata in  modo anomalo” e quando cercherete di aprirla, oppure nel peggiore dei casi, se l’app si dovesse avviare da sola in background, potreste incappare in una serie infinita di “L’applicazione X si è fermata in modo anomalo , il che renderebbe il vostro telefono praticamente inutilizzabile costringendovi ad effettuare il ripristino.

Fortunatamente, ci sono due aziende, LG per i Nexus e la Samsung, che mettono a disposizione un apposito tool per l’installazione del sistema operativo da zero, cancellando così quello precedente e tutti i dati in esso contenuti. Certo, dovrete perdere tempo per effettuare un backup, però, vi assicuro che ne varrà la pena!

Altre case invece, come HTC, Sony e molte altre, non aiutano in tal senso complicando anche la più banale operazione di “modding“.

Il loro intento, con gli aggiornamenti via OTA, è far percepire all’utente finale un continuo supporto al dispositivo, peggiorandolo, però, con aggiornamenti davvero poco ottimizzati. Si penserà così che il telefonino sia ormai obsoleto e che sia arrivato il momento di cambiarlo.

Protagonista sempre HTC ma anche Motorola per quanto riguarda la garanzia: se avete un loro dispositivo e volete moddarlo, pensateci due volte perché la prima operazione da fare è lo sblocco del bootloader che, per essere effettuato, necessita di un codice da ottenere dal sito ufficiale dell’azienda. Sbloccando cosi il bootloader, non potrete più tornare indietro perché oramai la garanzia non sarà più valida!

Anche in questo caso, Samsung si distingue, permettendo tramite Odin l’installazione di Recovery e Custom ROM senza dover sbloccare il bootloader con la perdita dei dati, rendendo elementare un futuro ripristino alle condizioni di fabbrica e la ri-acquisizione della garanzia. Questo non è sicuramente poco, perché basta pensare ai Nexus, dispositivi per definizione degli sviluppatori, che hanno il bootloader bloccato.

 

Apprezzo davvero molto questo che fa Samsung.

Per questa azienda, con l’infinita gamma di telefoni che “vanta”, è impossibile ottimizzare il software di ogni telefono e, accorgendosi di questo lascia due possibilità: la prima è quella di ripristinare facilmente il telefono con l’installazione pulita mentre la seconda è quella di fare modding sul proprio dispositivo alla condizione di ripristinarlo alla ROM originale prima di mandarlo in assistenza.

Credo sia obbligatorio lasciare queste due vie di scampo perché, ormai, i dispositivi della casa coreana  sono famosi per la pesantezza e lentezza dell’interfaccia TouchWiz e quindi, procedere con un update direttamente dal dispositivo, mi sembrerebbe quasi un omicidio.

Il discorso però cambia relativamente da quando Samsung ha introdotto Knox.

knox-featured

Infatti, modificando il terminale, si altererà il suo contatore facendovi perdere la garanzia per sempre. Nonostante ciò, gli sviluppatori di XDA non si sono arresi e sono riusciti a tirare fuori da cilindro alcuni metodi per ottenere i permessi di root aggirando questa protezione, ad esempio tramite l’applicazione PingPong per Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge Plus e Towelroot per gli altri dispositivi. Download Towelroot [apk]

 

Sull’azienda sud-coreana ci sono molti pareri contrastanti. Alcuni sostengono che Samsung si comporti bene sfornando device per ogni tipo di esigenze, altri invece, compreso me, preferirebbero una politica stile Apple: pochi prodotti ma di qualità.

Non fraintendetemi! Intendo che Samsung dovrebbe prendere esempio da Apple per quanto riguarda l’ottimizzazione software. La casa californiana infatti, presenta una sola linea di dispositivi che però montano un sistema operativo cucito su misura per loro. Non dico che anche Samsung debba avere così pochi telefoni ma magari, invece di produrne altri potrebbe ottimizzare meglio il suo sistema operativo.

Apple-iOS-9

 

Le altre case però, oltre a non rilasciare super aggiornamenti non permettono neanche di fare semplicemente le operazioni sopracitate.

Attualmente, possiedo un Nexus 4 e sin dall’inizio non ho mai effettuato un aggiornamento via OTA ma ho sempre installato il sistema operativo da zero prevenendo ogni tipo di problema.

Come avrete capito, preferisco questa procedura alla solita (via OTA) e la consiglio vivamente a tutti.

Attuatela almeno una volta, anche se le case produttrici non la rendono semplice e potrete toccare con mano la differenza.

Però, a complicare ancora il tutto, oltre agli aggiornamenti poco ottimizzati, c’è anche la Google stessa che rilascia una montagna di versioni e di numeri build che contengono solo alcuni bugfix e che quindi, anche per un utente Samsung o Nexus, potrebbe risultare frustrante fare ogni volta un backup e un’installazione pulita.

android aggiornamenti

Prendiamo come esempio, la serie infinta delle versione di Jelly Bean. Eccola elencata: 4.1, 4.1.2, 4.2, 4,3… Sono sicuro di essermene persa qualcuna ma è giusto per far capire che questi non sono major update, ovvero passaggi radicali, come da Jelly Bean a KitKat ma bensì minor update che contengono praticamente solo bugfix.

Volendo possiamo prendere anche  KitKat; le sue versioni sono 4.4, 4.4.1, 4.4.2, 4.4.3 e 4.4.4. Quando utilizzavo il Nexus 7 2012, dopo averlo aggiornato alla 4.4, dopo meno di una settimana l’ho dovuto aggiornare alla 4.4.1.

Questo potrebbe essere interpretato come un ottimo segnale perché vuol dire che il dispositivo è supportato dall’azienda, ma tutti quegli aggiornamenti – piccoli che siano – vanno sempre ad appesantire il tablet/smartphone con la possibilità che si verifichino problemi come quelli citati qualche paragrafo fa.

Credo che la cosa migliore sia aspettare prima di rilasciare un aggiornamento, incorporando più bugfix possibili senza frammentarli nei vari update rendendo così la vita più facile a tutti.

Purtroppo non c’è rimedio al gioco sporco delle varie aziende che rilasciano aggiornamenti poco ottimizzati e quindi, per avere un device sempre scattante, è conveniente effettuare le operazioni di modding sapendo che, con HTC, Motorola e le altre case, vi si invaliderà la garanzia.

Se non siete dotati di questo spirito avventuriero dovrete accontentarvi di quello che avete e, quando vedrete la notifica dell’aggiornamento, cercate su internet qualcuno che l’abbia effettuato prima di voi in modo da capire se vale la pena o meno procedere con l’installazione.