Sonovation precede Apple e integra i sensori per le impronte digitali all’interno del Gorilla Glass.

La sicurezza è un tema molto delicato che sta acquisendo un valore sempre più elevato.

Con l’avvento degli smartphone interconnessi, la possibilità di geo-localizzare i dispositivi mobili condividendo la propria posizione con amici o parenti e, con i nostri dati sempre più a rischio; i produttori di smartphone si impegnano attivamente per far in modo che la nostra privacy, e anche un livello di sicurezza adeguato, sia garantita.

Ecco il motivo per cui, ad esempio, molte versioni Android integrano la crittografia del terminale, operazione che pur richiedendo qualche ora, aumenta la protezione in caso di furto; analogamente sempre più smartphone dispongono di sistemi per il riconoscimento biometrico: Apple, Samsung, ed altre aziende cinesi – come Meizu – hanno dotato i loro device di sensori per la lettura delle impronte digitali.

 

Questi dispositivi più o meno sensibili si trovano sotto forma di moduli circolari solitamente posti sul retro del terminale o all’interno del tasto Home, tuttavia Apple ha dichiarato di essere al lavoro su una tecnologia più moderna che inserirebbe all’interno del display stesso il sensore per la “lettura” delle nostre dita.

Sonovation_impronte_digitali_finger_print

Pur avendo a disposizione ingenti capitali da investire, sembra che la società di Cupertino sia stata preceduta da un’altra azienda specializzata nel settore biometrico e nel campo degli ultrasuoni. Sonovation è assai più piccola di Apple eppure ha recentemente annunciato di aver trovato un espediente per incorporare i sensori all’interno del famoso vetro Corning Gorilla Glass.

Secondo Karl Weintz, CEO di Sonovation

Tale tecnologia consentirà ai produttori di smartphone di ridurre i significativamente i costi legati all’integrazione di un lettore per le impronte digitali nei loro device.

Un altro grande vantaggio risiede nelle ridottissime dimensioni del progetto: il nuovo prodotto di Sonovation, essendo installato all’interno del vetro, permetterà di risparmiare spazio prezioso, specie se questa soluzione sarà adottata dai produttori di smartwatch.

Secondo la società infine, i suoi sensori sarebbero talmente sensibili che potrebbero identificare e “leggere” le impronte di dita umide, sporche o oleose. Purtroppo senza aver eseguito alcun test è impossibile accertarsi dell’effettiva veridicità di quanto affermato da Sonovation.

Occorre poi precisare che questa tecnologia funziona solo con il Corning Gorilla Glass e non sono presenti notizie in merito ad una futura integrazione con altre tipologie di protezioni per il display. Sebbene questa possa sembrare una limitazione, ricordatevi che il Gorilla Glass è solitamente impiegato a protezione di display montati su smartphone di fascia alta, gli stessi che solitamente dispongono dei sensori per le impronte digitali.

via

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *