Come caricare la libreria di iTunes su Google Play Music da Mac o altri OS [Guida]

Questa semplice guida vuole essere d’aiuto a chi ha in casa o in ufficio un Mac (Windows e Linux) e un dispositivo Android.

Come ben sapete a febbraio il colosso di Mountain View ha annunciato un aggiornamento importantissimo, la possibilità di caricare sul cloud l’impressionante numero di 50.000 canzoni della propria collezione personale. Se decidiamo dunque di cambiare smartphone e spostarci nel mondo Android tutta questa collezione musicale non andrà persa, ma sarà possibile importarla con Google Play Music.

A questo punto abbiamo capito tutti che il Play Music di mamma Google è l’antagonista o una delle principali alternative ad iTunes, la spina dorsale di tale applicazione è l’interfaccia web, che va a sostituire iTunes, la musica acquistata dal Google Music Play Store non verrà scaricata in locale, ma mantenuta sulla nuvola pronta per essere ascoltata prevalentemente in streaming dai vari dispositivi che un utente possiede.

 

Primo passo configurare Google Play Music

Fondamentale è possedere un account Google per effettuare il login online dal browser a questo indirizzo: Google Play Music ed iniziare la configurazione del servizio. Inizialmente ci sarà chiesto di inserire i nostri dati della carta di credito, che sarà semplicemente verificata senza alcun addebito.

Conclusa questa fase della configurazione sarà possibile scaricare il music Manager, cliccando sul lato sinistro dell’applicazione alla voce aggiungi musica, che ci permetterà di caricare online sullo spazio messo a disposizione di Google Play Music fino a 50.000 brani musicali sfruttando direttamente la libreria d’iTunes.

play manager aggiungi musica

Il servizio Music Manager servirà per gestire i brani, caricare online i brani della nostra libreria, oppure scaricare sul Mac (e altri O.S.) la musica presente sul nostro account di Google Play Music ed aiutarci ad individuare eventuali problemi di caricamento. Ci sono infatti dei formati audio non supportati come ad esempio i file con estensione .wav oppure i file .aiff. Music Manager non ci da la possibilità di ascoltare la musica, ma solo di gestirla.

Una volta scaricata l’applicazione, Music Manager verificherà automaticamente i brani contenuti sulla nostra libreria iTunes del computer e periodicamente provvederà – in modo del tutto automatico – a caricare nuovi file aggiunti sul nostro computer che saranno disponibili immediatamente; in base al numero dei brani della nostra libreria e alla nostra linea di connessione ci potrebbero volere diverse ore per completare l’upload.

Caricata la libreria, avremo poi l’accesso a tutta la nostra musica direttamente su Google Play Music dall’interfaccia browser che ci consentirà l’ascolto, a patto di essere online.

Per dovere di cronaca esiste anche software di terze parti per la riproduzione della musica, basta che cerchiamo con Google: Radiant Player (disponibile per il download solo per sistemi operativi Mac) e avremo a disposizione un ottimo player musicale dove possiamo trovare tutta la nostra musica caricata sulla nuvola.

Google play music screenshot

A questo punto non ci resta che aprire l’applicazione Google Play Music sul nostro dispositivo Android, andare sulla “mia raccolta” e li troveremo la libreria completa online e pronta per essere ascoltata.

Abbiamo a disposizione anche le eventuali playlist e se vogliamo salvarle sul proprio device per un ascolto offline basterà dirigerci nelle impostazioni ed abilitare l’opzione “Memorizza nella cache”.

Se vediamo che il telefono si riempie in maniera esagerata, c’è l’opzione “Svuota cache” e tutto ritornerà pulito senza tracce di canzoni ascoltate recentemente. Ricordiamo anche la possibilità, con una prova gratuita di 30 giorni, di scegliere la propria musica e playlist tra milioni di brani disponibili online. Peccato che la prova duri solamente 30 giorni e poi si dovrà pagare un abbonamento di 9,99€ al mese per continuare l’ascolto.

Google Play Music Manager è disponibile per multipiattaforma: Mac, Linux, Windows. Per questa guida ho usato un Mac Mini ma è possibile usare anche tutte le altre piattaforme elencate.

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