CyanogenMod da grande community a mercenari, la storia presente [Editoriale]

CyanogenMod fu ed è tutt’ora una delle più famose ROM alla salvaguardia della deframmentazione degli smartphone. Avete letto bene, parlo proprio di deframmentazione di device Android; ma partiamo dalle origini.

 

Ormai si sa, tutte le case produttrici di smartphone lanciano il proprio device top di gamma ogni anno solare (o anche meno) con un nuovo modello che porta prestazioni migliorate, nuove funzionalità, qualche innovazione, caratteristiche uniche ed una versione più aggiornata del sistema operativo Android.

Nuova versione del robottino verde che però non viene – sempre – rilasciata per il modello precedente (parliamo esattamente di un device di un anno fa pagato la modica cifra di 700 euro ed ora, al lancio del nuovo modello, lo si trova ad un prezzo di 400 € sui noti siti e-commerce).

Ma perchè le case produttrici non rilasciano la nuova interfaccia con l’aggiornamento del sistema operativo anche per i modelli precedenti?

Ovvio, la scelta è puramente e solo di marketing!

Perchè la stessa casa produttrice da l’esclusività a tutte le nuove funzionalità solo al modello nuovo facendo aspettare i vecchi utenti che desiderosi di provare la nuova interfaccia in esclusiva vendono il vecchio modello per passare al nuovo.

“E queste signori, si chiamano strategie di market” nel quale le vecchie generazioni di modelli vengono appunto D-E-F-R-A-M-M-E-N-T-A-T-I e cioè lasciati con l’aggiornamento corrente perché la stessa casa produttrice di quel determinato device non ha più interesse a sviluppare e tantomeno vendere, concentrando tutte le risorse sui nuovi modelli.

Ed ecco che così una tra le ROM più popolari – la CyanogenMod nata dallo sviluppatore Steve Kondik che nel lontano 2009 ha migliorato la già esistente Cyanogen – riesce ad avere il pieno consenso del pubblico perchè nasce proprio per andare contro alla deframmentazione riuscendo a supportare, grazie all’enorme community che si è formata negli anni con sviluppatori indipendenti, tutti i dispositivi datati portando su di essi l’ultimo aggiornamento di Android disponibile sul mercato.

cyanogenmod

Quindi l’utente che ha uno smartphone “vecchio” grazie alla CyanogenMod riesce ad avere un device prestante e sopratutto non dimenticato dalla casa produttrice.

Ma tutto ad inizio 2014 sembra cambiare..

 

Un giorno in cui il team di CyanogenMod annuncia la partnership con OnePlus per la realizzazione di un firmware installato nativamente sul OnePlus One, il primo device della casa cinese.

Il grande afflusso di utenti desiderosi di acquistare un OnePlus One, grazie anche alle strategie di marketing azzeccate dalla casa cinese – pochi device acquistabili solo su invito ad un prezzo imbattibile per specifiche impossibili da trovare sul mercato – hanno fatto un grande nome attorno a OnePlus ed alla ROM Cyanogen che prima era conosciuta solamente agli amanti del modding e per chi ogni giorno aveva a che fare con la parola “recovery” o “flash”.

One-Plus-One-Event-kondik

Tutto questo enorme successo ed attenzione attorno alla ROM ha portato molte volte Steve Kondik davanti alle telecamere con interviste nelle più grandi testate giornalistiche ed ecco che, da quella “gloria” le cose cambiarono..

Infatti alla fine dello scorso anno le ideologie di tutto il team di Cyanogen – chiamato anche “team Douche” – abbandonano la scuola di pensiero che lo contraddistingueva da sempre iniziando a cercare importanti investitori.

 

Ed è cosi che – dal mio personale punto di vista – Steve divenne un mercenario per vendersi con tutto il suo team al miglior offerente.

Il primo esempio è la “pugnalata alle spalle” a chi gli ha dato quella gloria e popolarità che gli mancava, parliamo di OnePlus dove proprio Steve firmò in India un’esclusività con la casa produttrice di smartphone Micromax che di fatto “bannava” totalmente dal mercato indiano OnePlus che era impossibilitato a vendere in quel territorio per colpa del suo software uguale a quello di Micromax che però aveva l’esclusività della Cyanogen.

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E così la stessa OnePlus – giustamente – disse addio alla Cyanogen andando verso la creazione di un nuovo software, chiamato “Oxygen OS” – che abbiamo avuto modo di “assaggiare” in una prima versione alpha – per abbandonare definitivamente Steve e la CyanogenMod in tutti i prossimi modelli della casa cinese.

Ora sembra che il team della CyanogenMod inizi ad odiare Google ed Android – quel software open source che l’ha resa famosa – Confermato tale odio anche dalle dichiarazioni recenti di Steve:

Metteremo una pallottola in testa a Google!

E come secondo voi pensa di superare il dominio del magico robottino verde? Vendendosi!

Infatti secondo recenti conferme sul web la CyanogenMod ha stretto accordi con la Microsoft – società che nell’ultimo periodo mette le mani in ogni anfratto per tornare agli albori di un tempo – per l’inserimento di tutte le applicazioni targate Microsoft e tutto il pacchetto Office all’interno della famosissima ROM nativamente all’interno del software.

cyanogen_microsoft

Questo significa semplicemente che se uno vorrà in futuro installare la CyanogenMod oppure una ROM basata su di essa si troverà ad avere sul proprio device un pacchetto di applicazioni che non ha mai richiesto!

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Ma dov’è finita la community e la natura Stock della Cyanogen?

Inoltre Steve la scorsa settimana ha siglato un accordo con Truecaller – un servizio di database di numeri telefonici – per permettervi, quando riceverete una chiamata di conoscere in anticipo la società o il nome della persona che vi sta chiamando.

Direte “WoooW” ma, l’altro lato della medaglia è che per utilizzare il servizio bisognerà aderire ad esso, nel quale verrà consegnata di vostra spontanea volontà la vostra rubrica quindi, detto semplicemente, entrano all’interno del sistema anche i vostri dati e tutti i vostri contatti: “Bello no?!”

PS: ovviamente esiste una pagina dedicata per eliminare il vostro numero dal database, pagina che per accedervi bisogna effettuare innumerevoli e difficili passaggi.

Ma se per l’accordo con Microsoft si parlava di un investimento di circa 100 milioni di dollari a favore della Cyanogen Inc. per questa collaborazione Steve quanto avrà messo nelle sue tasche?

Ora non sappiamo la vera natura di Steve e dove voglia arrivare la CyanogenMod ma questo riportato è il mio punto di vista che purtroppo, secondo i fatti, è reale.

Concludo dicendo che purtroppo in un mercato così agguerrito e fatto solo di soldi e popolarità non esiste più un sig. Wikipedia che ha sempre continuato con la sua natura Free o un Kim Doctom che ci ha fatto vedere gratuitamente milioni di film ma, solamente persone come Mark Zuckerberg che per aumentare la propria popolarità utilizzano i nostri dati, foto, servizi a pagamento che prima erano gratuiti solo per aumentare il proprio capitale senza mantenere la promessa fatta prima di raggiungere la popolarità.

Speriamo che questa non sia la stessa fine di Steve e della ROM che ho sempre amato.