Storia della telefonia: i primi cellulari con display a colori

Belli i nuovi display QHD in grado di riprodurre senza battere ciglio milioni di colori, non trovate ? Adesso però fate mente locale, riuscite a ricordare quegli anni durante i quali il top della tecnologia era avere un cellulare che non superasse i 2Kg di peso e che fosse in grado di riprodurre qualche immaginetta monocromatica su un display retroilluminato con luce verdognola ? Se siete riusciti a trovare, buttato da qualche parte nei meandri della vostra mente, un ricordo di quei tempi, complimenti, state invecchiando – anzi, state diventando vintage -, se non ci siete riusciti le cose sono due: o non avete ancora raggiunto la maggiore età oppure, probabilmente, avete solo bisogno di una piccola lezioncina di storia delle telefonia; ed è qui che entriamo in scena noi, correndo in vostro soccorso.

space impact

Storia contemporanea, lezione n°1: i primi telefoni con display a colori

“In principio Motorola creò il DynaTAC 8000X. Ora gli abitanti della terra potevano comunicare tra loro ma i display monocromatici aleggiavano tra essi. Siemens allora disse: “Sia il display a colori”. E il display a colori fu. Siemens vide che i colori erano cosa buona e giusta e separò il nero dal rosso dal verde dal blu e dal bianco e chiamo lo schermo nero “monocromatico” e lo schermo a colori “policromatico”. Primo ventennio della telefonia.” 

Come ben sappiamo il primo telefono cellulare di successo fu il Motorola DynaTAC 8000X. Quel modello infatti, nonostante il costo proibitivo (4000$), rappresentò la prima vera e propria possibilità di effettuare chiamate in mobilità. Dopo la sua introduzione, nel 1983, per circa un quindicennio, si assistette ad un progressivo miglioramento dei prodotti volto, principalmente, a contenere le dimensioni e ad aggiungere qualche nuova funzionalità oltre alle semplici chiamate vocali. Verso la fine degli anni ’90, arrivati ad una sostanziale praticità e compattezza dei telefoni cellulari, fu la Siemens a rivoluzionare il campo della telefonia mobile dotando il suo S10 del primo display a colori. Sino all’uscita di quel modello infatti, avvenuta nel 1998, tutti i telefoni erano dotati di piccoli schermi monocromati e, proprio per quello, l’S10 rappresentò per il mercato una vera e propria svolta.

siemens S10

Certo, non va dimenticato che il display era in grado di visualizzare solo quattro colori – il rosso, il verde, il blu e il bianco – ma, come detto, nessun altro cellulare a quel tempo era in grado di fare altrettanto e quindi, proprio quei quattro colori, erano più che sufficienti per fare del Siemens S10 uno dei simboli immortali della telefonia contemporanea.

Ovviamente dopo il tentativo di Siemens non passò molto tempo dalla produzione, da parte di altre case, di nuovi modelli che andavano a basare la propria esperienza utente sulla resa cromatica dello schermo. Nel 2000 fu Nokia a far debuttare il suo 9210 Communicator che, a differenza dell’S1o, poteva vantare un display (effettivamente) a colori – in grado di riprodurne ben 4096 – dalla ragguardevole risoluzione di 640 x 200 pixel ed una serie funzionalità estranee al modello di casa Siemens, navigazione web e possibilità di intrattenimento tramite giochi in primis.

nokia-9210-communicator

Tra gli immortali della telefonia è possibile trovare anche un (poco conosciuto) Sanyo SCP-5000. Questo telefono cellulare, uscito nel 2001 e dotato di un display da 2 pollici di diagonale a 256 colori, fu il primo ad essere commercializzato ad un prezzo popolare. I 500 dollari richiesti per l’acquisto infatti permisero a moltissimi di accaparrarsene uno e riuscirono a renderlo, di fatto, uno dei telefoni con schermo a colori più diffuso in quel periodo.

Sanyo-SCP-5000-launched-in-2001

Ma il 2001 non fu solo l’anno del Sanyo SCP-5000, proprio in concomitanza dell’uscita di quel modello infatti anche Ericsson lanciò sul mercato la propria idea di telefono con schermo a colori, il T68. Questo modello, dotato di display a 256 colori con risoluzione 101 x 80 pixel, proprio come il suo antagonista SCP-5000, basava buona parte del proprio appeal sul prezzo; i 600 dollari richiesti per poterlo acquistare infatti lo resero un successo globale e lo elevarono, come i 3 precedenti telefoni, all’olimpo dei cellulari storici.

ericsson t68

Certo di strada ne è stata fatta in circa 13 anni, non trovate ? Immaginate come sarà, nel 2025, guardare indietro in questi anni e rendersi conto degli ulteriori (enormi) progressi avuti in questo campo. Probabilmente un Galaxy S5, un HTC One M8 o un Nexus 6 ci appariranno come delle anticaglie prive di ogni valore e, probabilmente, davanti agli attuali dispositivi, ci troveremo a sorridere così come oggi sorridiamo davanti a delle immagini come quella qui sotto.

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