Google e i suoi scheletri nell’armadio

L’ascesa di Android è stata veramente impressionante, comparso nel mercato nel 2008 con HTC Dream, terminale molto interessante, ma che di sicuro non impensieriva Apple con il suo Iphone 2g, in poco meno di 8 anni ha ribaltato le carte in tavola, arrivando ad essere il s.o. più presente nel mercato mobile, come rilevano i dati seguenti.
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In 3 anni Google è riuscita ad incrementare la sua quota di mercato del quasi 50% in questo settore e il suo s.o. è usato dalla maggior parte delle più grosse major di prodotti elettronici. Questa situazione, però, potrebbe mutare in base agli ultimi fenomeni che si stanno presentando nel mercato. Andiamo a vedere quali sono i fattori che più stanno influenzando Google negli ultimi mesi e che potrebbero cambiare lo sviluppo e la distribuzione di Android.

IL PROFITTO DI ANDROID
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Tra le case che più hanno beneficiato del sistema operativo di Google, indubbiamente troviamo la Coreana Samsung, che con la sua serie Galaxy è diventata la diretta concorrente di Apple. Basta vedere il grafico per vedere questa spietata concorrenza: dal 2011 fino all’anno scorso, le case si presentano con un ammontare di dispositivi venduti complementare, l’anno in cui una andava peggio, l’altra vendeva di più e viceversa.
Questa situazione è completamente mutata, infatti nell’ultimo anno possiamo notare come le grosse aziende produttrici di smartphone, che fino ad ora si erano imposte, hanno perso una buona parte delle vendite, in favore dei prodotti Cinesi, infatti si può benissimo notare come Huawei, Lenovo e le altre marche originali di questo stato, abbiano un incremento di vendita di parecchi punti percentuale.

IL CASO CINESE
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Grande produttrice di smartphone, la Cina stà dettando dei nuovi standard in tutto il mondo per il mobile, con i suoi prodotti è riuscita a mettere in crisi le più grandi aziende di questo settore, presentando le stesse prestazioni, se non superiori, con costi molto contenuti, portando ad avere cellulari con caratteristiche simili ai top di gamma delle case più blasonate, anche alla metà del prezzo.
Oppo, One plus one, Meizu e Xiaomi sono degli esempi di produttori nati da poco e che si sono prepotentemente imposti nel mercato globale, addirittura l’ultima in elenco ha dichiarato ben 100 milioni di $ guadagnati nell’ultimo trimestre (anche se non ha dichiarato quanto di questa somma è dovuta alla divisione mobile).
Il più grosso problema di Google è che non può monetizzare in alcun modo in Cina. Non volendo sottostare alle leggi che gli imponevano una grossa censura nel motore di ricerca, i servizi dell’azienda di Mountain View sono stati bannati dalla Cina.

INTERESSI DIVERGENTI


Fino ad ora gli interessi tra Google e le case produttrici di smartphone andavano avanti in modo parallelo, quest’ultime erano interessate a monetizzare tramite l’hardware venduto e l’altra tramite la vendita di servizi e la pubblicità.
Ad un certo punto, però, questi interessi si sono andati a incrociare, sempre più case hanno capito che il web e la vendita di servizi offrono un’entrata non da poco e hanno cominciato ad affiancare servizi propri a discapito di quelli offerti da Android. Questo ha portato Google a dare una serie di restrizioni a tutte le major che montano sui loro dispositivi il suo s.o. Oltre al discorso servizi, vediamo una popolazione sempre più esigente dal punto di vista software e con un occhio di riguardo alla privacy, caratteristiche su cui Google è sempre stata carente. Questi fattori influenzano non di poco il mercato e stanno portando i produttori di smartphone a testare nuovi s.o. (vedi Samsung con Tizen e HTC con il suo nuovo M8 Windows Phone).

INDIA E GOOGLE

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L’India è un mercato in via di sviluppo e si affianca alla Cina come grande consumatrice di smartphone, una caratteristica che la rende allettante a Google per la vendita dei suoi servizi e per il guadagno tramite pubblicità. Quindi nasce il programma Android ONE, in cui Big G crede per affermarsi in India. Insieme a  Micromax, Karbonn e Lava, ovvero le case più forti in questo momento nella vendita di smartphone nello stato orientale, Google sta producendo dispositivi a basso costo per aumentare la fruizione dei propri contenuti al maggior numero di popolazione possibile.

Dubito fortemente che vedremo mai un nuovo sistema operativo ribaltare la situazione da un momento all’altro, ma Google deve cominciare a fare i conti con una realtà che è in continuo cambiamento e se vuole continuare ad avere la leadership che è riuscita a conquistare, deve continuare a sapersi reinventare e migliorare come ha fatto in questi anni.
Android è un prodotto che ormai si sta definendo e, nonostante le incertezze e la basse prestazioni iniziali, non ha nulla da invidiare agli s.o. chiusi e meglio ottimizzati. Questo è uno dei motivi per cui, le grandi aziende di elettronica, rimangono fedeli a questo s.o., nonostante alcuni interessi divergenti, in quanto lo sviluppo e il lancio di qualcosa di nuovo impiegherebbe tanto tempo, grandi costi con pochi guadagni e un possibile fallimento.