Apple: dov’è finito il “think different” ?

La guerra – tecnologica – è cambiata. Non si tratta più di scontri tra società californiane, taiwanesi o sudcoreane. Si tratta di una serie infinita di battaglie senza frontiera, combattute da fanboy Apple e Android, e da smartphone. E dunque, a distanza di 24 ore dal keynote Apple – ennesimo campo di scontro tra le due fazioni -, cosa rimane ? Resteranno sicuramente gli iPhone 6 e 6 Plus, così come rimarrà il Watch di casa Apple ma, senza ombra di dubbio, rimarranno anche le tonnellate di parole scritte al riguardo dai fan Apple e Android.

Ora, senza voler prendere le parti di nessuno e senza voler infiammare nuovamente le discussioni tra sostenitori della mela morsicata e sostenitori Android, voglio soffermarmi un momento – da bravo appassionato di tecnologia e di design – sull’aspetto dei nuovi prodotti Apple. Trascuriamo il software, trascuriamo le innovazioni – o presunte tali – di iPhone e di Watch e concentriamoci solo sull’estetica. Alla fin dei conti e proprio l’estetica a colpire al primo impatto – non credete a chi dice che l’aspetto non importa, sarà sempre e solo quello ad avvicinarci o ad allontanarci (anche solo inizialmente) da… uno smartphone.

iPhone

Gran bel pezzo di tecnologia e di design, personalmente lo ritengo uno smartphone molto ricercato e bello da vedere – parlo al singolare visto che l’unica differenza tra il 6 e il 6 Plus è la dimensione, nient’altro, oltre alle dimensioni, viene modificato. In questa mia affermazione sono però nascosti due “ma“, non dettati tanto da una mia fissazione in fatto di design o da un mio “voler criticare Apple ad ogni costo” in quanto fan di Android – ebbene si, lo ammetto – ma, piuttosto, dovuti ad una infrazione commessa da Apple stessa al suo modo d’essere – dopotutto, negli ultimi 7 anni abbiamo imparato a conoscerla piuttosto bene.

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Primo “ma”: se guardate bene l’immagine qui sopra vi accorgerete che c’è un elemento che stona, qualcosa che su tutti gli altri iPhone visti sino a ieri non c’era – probabilmente sarebbe stato meglio continuare per quella strada. Mi sto riferendo all’obiettivo della fotocamera. Possibile che Jonathan Ive, da mega capo del reparto design di Apple, non si sia accorto di quanto antiestetici – considerando le linee generali dei nuovi e dei passati iPhone – siano quei pochi millimetri di sporgenza ? E non mi dite che la fotocamera sporge perché hanno messo dentro mezza dozzina di lenti, due teleobiettivi e 3 cameraman, ci sono smartphone spessi 5.5 mm che, a filo con la scocca, integrano sensori da 13 Mpx. Per una casa che in tutti i suoi anni di lavoro ha sempre puntato tutto sul design questa è una mancanza di attenzione  e di ricercatezza che, ne sono certo, avrebbe potuto sicuramente evitare in qualche modo.

Secondo “ma”: tutti gli appassionati certamente ricorderanno lo spot che Apple fece trasmettere in TV al lancio dell’iPhone 5, quello che, riferendosi alle dimensioni dello schermo, insisteva su come fosse una chiara scelta di buonsenso quella di adottare un display da 4 pollici anziché uno più grande – come già stava accadendo da un pezzo sugli smartphone Android.

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Bene. Perché, dopo un uscita del genere, creare un dispositivo da 5 pollici e mezzo attribuendogli delle caratteristiche – hardware (OIS) e software (orientazione in landscape) – che il “fratello minore” iPhone 6 non ha ? Badate, non voglio sparare a zero sui nuovi display – 4.7 pollici sono una dimensione secondo me perfetta per uno schermo, non posso però dire la stessa cosa per quelli da 5.5″ – quello che mi fa davvero storcere il naso è questa differenziazione hardware e software che, tra due dispositivi identici – eccezion fatta per le dimensioni – non ha alcun senso d’esistere. Se proprio Apple voleva contraddirsi due volte creando due dispositivi che non “sono una chiara dimostrazione di buonsenso” [cit.], perché peggiorare la situazione introducendo certe limitazioni su iPhone 6 ? So che questo punto non riguarda esclusivamente l’estetica ma non potevo non dire nulla; sono poi convinto che molti fan Apple la penseranno più o meno come me.

Watch:

Ora, partendo dal presupposto che sui gusti non si discute, è mai possibile che Apple, dopo averci viziato con le sue linee eleganti, sobrie e snelle, ci propini uno smartwatch che di elegante, sobrio e snello non ha nulla ? Che fine hanno fatto gli spessori ridotti, il design innovativo e le linee semplici ? Ho la sensazione che a questo giro Jony Ive non si sentisse particolarmente ispirato, a differenza della concorrenza però, basti guardare che prodotti di design sono riusciti a creare Motorola ed LG con i loro Moto 360 e G Watch R.

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L’impressione che ho avuto di questo keynote è che Apple, in questo momento, stia arrancando per stare dietro alla concorrenza e che abbia perso di vista quelli che, per tanti anni, sono stati i capisaldi dei loro prodotti. Che la mancanza del fondatore principale della società di Cupertino stia iniziando a farsi sentire ?

“[…] non è più l’azienda che ho creato io. Non c’è gusto, non c’è stile, non c’è design […]”

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