Da iPhone ad Android, il passaggio di un fan Apple al lato verde della forza [editoriale]

A questo mondo ci sono due tipi di persone: ci sono quelle che bevono CocaCola e quelle che bevono Pepsi, quelle che scelgono la Play Station e quelle che invece scelgono la Xbox, quelle che preferiscono Mac e quelle che di contro preferiscono Windows, quelle che scelgono Android e quelle che, anziché spalleggiare il robottino verde, scelgono iPhone e la mela morsicata dalla quale proviene. Alla fine è solo una questione di gusti. Se è vero però che sui gusti non si discute, è anche vero che con il passare del tempo nulla ci vieta di cambiare opinione e passare a quello che, per diverso tempo, ha rappresentato per noi il lato oscuro della forza.

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Ora, tralasciando le bevande zuccherate, le console e i computer, questo articolo non vuole essere un richiamo alla retta via all’interno del mercato degli smartphone – alla fine, come detto prima, sui gusti non si discute -, piuttosto, vuole essere solamente il resoconto di uno che, dall’essere militante Apple e iOS è finito col diventare, dopo un sofferto travaglio interiore, fan dell’OS sviluppato da mamma Google.

Ma partiamo dall’inizio. Semplicità e pulizia grafica, UI ordinata, design minimale e uno store con una caterva di applicazioni, queste le caratteristiche che, nel 2010, da neofita del mondo della telefonia andavo cercando. E cercando un telefono con questi caratteri secondo voi, a quel tempo, su quale telefono poteva cadere l’occhio ? L’iPhone 4 fu il mio primo smartphone, aveva tutto quello che stavo cercando e, contrariamente alla versione Gingerbread di Android allora in circolazione, aveva una UI graficamente appagante. Effettivamente, diciamocelo, a quel tempo iPhone e il suo iOS vinceva a mani basse. Avete mai provato a mettere vicini un melafonino con iOS 4 e un Galaxy Nexus S con Gingerbread ? In confronto ad iOS, Android pareva – graficamente – brutto come la fame.

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I primi passi per la redenzione, Android, iniziò a farli solamente alla fine del 2011 quando, finalmente, venne annunciata la sua versione Ice Cream Sandwich. iOS iniziava ad avere quindi un avversario credibile, pronto a sfidare – anche graficamente – quello che sino a quel momento era stato il rappresentante principale degli smartphone all’interno del mercato della telefonia. Ovviamente la presentazione di Android ICS e del Galaxy Nexus non riuscirono a farmi schiodare dal mio amato iPhone, ormai ero caduto in una spirale marchiata Apple dalla quale, con mio compiacimento, mi pareva impossibile uscire.

Il vento iniziò a cambiare con la presentazione, a settembre del 2012, dell’iPhone 5. Io – come tanti altri – in quel telefono avevo riposto la speranza di trovare un degno successore all’iPhone 4 che, orami da un paio di anni, mi teneva compagnia nella tasca dei pantaloni. Inutile dire che quella presentazione fu una mezza delusione, sembrava di trovarsi davanti ad un iPhone 4 / 4S leggermente allungato senza nessuna caratteristica degna di nota e che non presentava tra l’altro nessuna novità particolare a livello software. Fu proprio quest’ultima mancanza a farmi storcere il naso perché, parliamoci chiaro, dopo 730 giorni passati a vedere sempre la stessa interfaccia e avendo come unica possibilità di scelta l’ordine delle icone e lo sfondo da adottare, un sentimento di noia e di monotonia iniziava a farsi strada.

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Nonostante la presentazione fiacca e il nuovo melafonino che pareva essere un iPhone 4S passato sotto una pressa mi convinsi a comprarlo, dopotutto il mio iPhone 4 iniziava ad accusare l’età, quale scusa migliore avrei potuto utilizzare per sborsare (altri) millemila euro per acquistarne uno ? Mai scelta fu più sbagliata. Tornato a casa dal negozio dopo l’acquisto, l’orrore, l’iPhone – che avevo acquistato in versione nera – aveva la cornice metallica laterale graffiata, lo schermo con un terrificante alone giallastro nella parte superiore e il flash che, nelle foto, non illuminava nel momento giusto con conseguente disastroso risultato delle foto notturne. Ovviamente, manco a dirlo, chiamai il customer care di Apple il quale mi propose una sostituzione del dispositivo; ovviamente accettai e, dopo ben 30 giorni d’attesa, ricevetti un secondo iPhone, ancora più graffiato e con ancora più difetti. Fu quella la goccia che fece traboccare il vaso, dopo due anni passati a fare pubblicità gratuita ad Apple e ai suoi prodotti infatti, mi vedevo trattato così e costretto a fare i conti con un telefono che era tutto fuorché soddisfacente.

A quel punto la mia attenzione si focalizzò sul mondo Android e sui dispositivi che poteva offrire. Il primo smartphone non iOS che acquistai fu un Galaxy Note 2, praticamente agli antipodi con il melafonino: schermo enorme, batteria che mi pareva stranamente longeva e sistema operativo con una filosofia di vita completamente diversa. Dopo i primi giorni di disorientamento, passati a settare correttamente tutto, non mi ci volle molto per innamorarmi del nuovo sistema operativo. Come mai questo colpo di fulmine ? Perché potevo fare tutto quello che volevo e che mi saltava in mente di fare, avevo a disposizione una miriade di app per modificare tutti gli aspetti del telefono e tutti gli elementi necessari per poter stravolgere l’interfaccia dello smartphone ogni volta che ne avessi sentito la necessità.

Abbandonare l’iPhone mi ha fatto capire cosa effettivamente si può fare con un OS aperto, in costante sviluppo e senza pregiudizi riguardo l’hardware sul quale girare.

  • La prima cosa bella di Android ? Ad oggi, nonostante di smartphone sotto i ponti ne siano passati diversi, riesco ancora a trovare delle applicazioni in grado di sfruttare delle funzionalità che magari sino al giorno prima non mi sfioravano neppure lontanamente il cervelletto. C’è sempre qualcosa da scoprire, che si tratti di una nuova applicazione o di una funzione nascosta all’interno di Android.
  • La seconda cosa bella di Android ? La possibilità di scelta. Contrariamente a quanto avviene su iPhone non è limitata a due soli aspetti dell’interfaccia utente, tutto quello che vi salta in mente può essere modificato o sostituito. Non siete costretti a prendere le cose così come sono e come vi vengono presentate all’inizio dal produttore.
  • La terza ? Contrariamente a quanto avviene con Apple, non siete obbligati a scegliere quell’unico dispositivo disponibile (dal prezzo discutibile) per portarvi a casa il sistema operativo che tanto vi piace. Il bello di Android infatti sta anche nella possibilità di scegliere tra una miriade di smartphone possibili. Solo Samsung, in questo caso, visto lo spropositato numero di device che sforna quotidianamente, può offrire da sola 2 o 3 milioni di possibili alternative. Non dimenticatevi poi che per avere un Android con prestazioni da top di gamma ormai non è più necessario spendere 600/700 €, con la metà del prezzo – o anche meno – riuscite a portarvi a casa un telefono che – non si arrabbino gli utenti Apple – rispetto ad iPhone è su tutto un altro livello in quanto a prestazioni e funzionalità. Perché poi spendere (molto) di più per avere le stesse funzioni o addirittura qualcosa in meno ? Ma sopratutto, perché spendere (molto) di più per poi finire con utilizzare, nella maggior parte dei casi, solo gli SMS, l’app di Facebook, la navigazione internet e Instagram ?
  • La quarta ? Trasferire file dal computer al cellulare senza passare per iTunes, avere la possibilità di navigare tra le cartelle di sistema andando a copiare/tagliare/incollare quello che voglio senza essere bloccato ogni volta da un programmino delle volte tanto utile quanto irritante.

I pro di Android certamente potrebbero proseguire ma, come detto, questo articolo non vuole provare a riportare sulla retta via le anime che si sono smarrite all’interno del mercato degli smartphone, vuole essere semplicemente un racconto di un fan della mela morsicata che si è reso conto di quanto possa essere soddisfacente passare al lato verde della forza e di quanto possa essere difficile farne a meno dopo aver testato con mano le sue grandi potenzialità.

Per terminare, sapete secondo me quando va bene un sistema operativo come iOS o, estendendo il paragone, come Windows Phone ? Quando non si ha voglia di dedicare neppure 5 minuti per capire come funziona e come può essere modificato al meglio il telefono, quando si vuole avere immediatamente tutto pronto all’uso, quando si vuole avere – passatemi il termine – già la pappa pronta in modo tale da sforzarsi il meno possibile per capire cosa c’è dietro quelle funzioni che utilizziamo più di frequente – certo, nulla toglie che anche gli smartphone Android possano esser utilizzati senza cognizione di causa.

In ogni caso, come sempre, sui gusti non si discute, quindi se a voi piace l’iPhone per quello che è e per quello che può fare non preoccupatevi, nessuno si sognerà di criticare la vostra scelta, però ricordate: delle volte provare a cambiare per qualcosa di nuovo può davvero portarvi a chiudere una porta e ad aprire un portone – tecnologicamente parlando naturalmente.

E ora che gli animi dei fan Apple e dei fan Android si sono infervorati, rilasciate il Kraken !