I tablet stanno perdendo quote di mercato? Vediamo perchè

Fin da quando, nell’ormai lontano 2010, si sono diffusi nel mercato i tablet hanno guadagnato una importante fetta di mercato. E molti analisti hanno predetto la fine di PC desktop e portatili.

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Questi analisti non riuscivano a vedere come fosse possibile per questi goffi ed ingombranti dispositivi competere con i tablet, piccoli, veloci, economici e dotati di sistemi operativi intuitivi. Sembrava quindi logico che il declino fosse destinato a chiudere l’epoca dei PC in favore delel nuove realtà.

Torniamo ad oggi e analizziamo la situazione attuale: l’unica categoria che è stata spazzata via dati tablet è quella dei netbook, anche se stanno ricomparendo sotto forma di tablet Windows con piattaforma Atom. Secondo Hubert Joly, CEO del più grande rivenditore di elettronica di consumo, Best Buy, stiamo assistendo ad un ritorno dei PC a scapito dei tablet. Questi dati sono confermati dal calo delle vendite sia di Samsung che di Apple. Se da una parte sono riusciti ad incrementare le vendite di tablet del 4% negli Stati Uniti, hanno registrato cali significativi nel resto del mondo, partendo dall8% dell’Asia fino ad arrivare al 18% dell’Europa Occidentale.

A questo punto sembra chiaro che l’attrattiva fornita dalla semplicità dell’interfaccia di Andoid e IOS non è più sufficiente per portare nuovi utilizzatori.

Sembra che gli utenti chiedano di più di quello che questi due OS riescono a fornire. Forse la causa è da ricercare nel modo in cui sono pubblicizzati questi prodotti. L’utente finale li vede come dispositivi per navigare in Internet e fruire di contenuti multimediali, quindi come un aggiunta al tradizionale PC Desktop o notebook. Non sono mai stati proposti come reali sostituti dei PC tradizionali, anche se a livello hardware e software le potenzialità ci sono.

Anche se ormai i tablet hanno la potenza di un notebook di un paio d’anni fa, dal lato software non esistono applicazioni potenti come sui notebook. E qui scatta il circolo vizioso: gli sviluppatori non producono software paragonabile a quello dei notebook perchè l’utenza non lo richiede, ritenendo i tablet poco più che giocattoli. Ad esempio, una delle migliori suite da ufficio per Android è Office Suite Pro che, pur essendo un’ottima applicazione è distante anni luce da un software ormai obsoleto come Office 2007.

E non può essere una questione legata allo spazio di archiviazione dei tablet perchè eseistono giochi che occupano 2Gb, ben più di quello che serve per una normale installazione, ad esempio, di Libre Office su PC.

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La storia è sempre la stessa fatta per gli smartphone. L’hardware migliora, crescono le risoluzioni, l’architettura dei processori e la velocità aumentano, la Ram standard ha ormai raggiunto i 3Gb.

C’è Ram a sufficienza per supportare un sistema a 64bit sui tablet attuali. Ma allora perchè i tablet sono così sotto sfruttati quando sono più performanti di un qualsiasi notebook rilasciato nel 2007?

Sia gli utenti privati che quelli aziendali non vedono l’ora di poter eliminare Windows e i suoi infiniti problemi dalle loro vite per adottare un sistema più semplice come Android. Aggiornare il software su un tablet Android è un’operaione estremanente semplice. Ne sa qualcosa la compagnia aerea Virgin America, passata a tablet Nexus che garantiscono un aggiornamento continuo del sistema e quindi delle feature legate alla sicurezza.

Il problema , alla fine, non è nei tablet in sè ma nel software che ci gira sopra e provoca il ristagno delle vendite.

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