Medicina del Futuro: lo smartband che “vede” il Parkinson

E’ notizia abbastanza recente quella in cui Apple, Google, Microsoft, Ibm, Amazon e Facebook hanno deciso di investire pesantemente nel mondo della sanità, con la cosiddetta “medicina del futuro“.

I progetti lanciati in quest’ottica sono molteplici: dalle attuali app del settore “Health”, in grado di monitorare i parametri vitali, attraverso smartphone e smartband, fino ad arrivare allo sviluppo di tecnologie, usate in ambito medico per prevenire o diagnosticare malattie degenerative del corpo umano.

Nel solco tracciato dalle tecnologie in grado di riconoscere le malattie degenerative, si è inserita una realtà  tutta italiana, dal grande prestigio in ambito accademico e di ricerca, quale l’Assistive robotics laboratory dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in cui si integrano robotica, internet, tecnologie mobili per creare nuove applicazioni valide per qualsiasi settore.

E’ proprio qui che è stato sviluppato uno smartband, ossia un braccialetto intelligente in grado di effettuare una diagnosi precoce del morbo di Parkinson, malattia degenerativa delle aree cerebrali responsabili del controllo del movimento a cui oggi, purtroppo, non esiste cura definitiva.

parkinson 1

Tale dispositivo inoltre, ha vinto il “premio iNEMO design challenge”, indetto da STMicroelectronics, azienda leader a livello mondiale per la produzione di componenti elettronici a semiconduttore, dopo aver battuto 80 concorrenti provenienti da tutto il mondo.

Lo smartband sviluppato dal team guidato dal ricercatore Filippo Cavallo è composto da “anelli sensorizzati”, in grado di percepire anche il più piccolo movimento, equipaggiati di schede iNEMO-M1 di STMicroelectronics.

smartband parkinson

I movimenti captati dallo smartband vengono registrati, misurando molti parametri specifici del Parkinson, tra cui:

  • la bradicinesia, termine indicante la lentezza nei movimenti.
  • la discinesi, termine indicante il movimento incontrollato dei muscoli volontari e involontari del corpo umano, sintomo tipico del morbo di Parkinson.

Questi parametri sono resi disponibili al neurologo, attraverso un applicazione specifica, che potrà studiarle, diagnosticando la malattia nella fase subclinica, quando i sintomi e i segni non sono visibili ad occhio nudo.

il braccialetto , oltre ad essere stato testato presso l’ospedale di Carrara, coinvolgendo più di 150 pazienti e quasi 100 persone sane nella fase di controllo, puo’ essere utilizzato dai pazienti anche a casa, durante le fasi successive della malattia, al fine di garantire un monitoraggio nel tempo e una “personalizzazione” della terapia conservativa in real time.

Nelle interviste rilasciate, il ricercatore Filippo Cavallo, ha evidenziato i vantaggi dell’uso in campo medico di questo smartband ma ha aperto anche ad altri campi di utilizzo, quali il settore dei videogames, dei dispositivi indossabili e di interfacce per smartphone, in pieno stile “Minority Report”.

parkinson 2

Cosa ne pensate? In quali campi potrà essere sviluppata quest’invenzione tutta italiana? A voi i commenti!

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